Palazzo della Madraza

Nel 1333, il re nasridi Yusuf I costruì a Granada la prima università pubblica di al-Ándalus con l'obiettivo di divulgare la matematica, l'astrologia, la letteratura e gli altri settori della conoscenza.  

Storia della madraza

Il termine madraza fa riferimento alla scuola musulmana di studi superiori. Nel 1349, il re nasridi Yusuf I fondò quest'università nelle vicinanze della moschea grande per impartire lezioni di matematica, diritto, teologia o astrologia. Nella Madraza di Granada studiarono personaggi del calibro di Ibn al-Jatib o Ibn Zamrak, due poeti i cui versi sono scolpiti sulle pareti dell'Alhambra.

Secondo alcuni documenti storici, la madraza aveva un'ampia biblioteca, una residenza permanente per studenti e un laboratorio.

L'università rimase aperta fino a poco dopo la reconquista, quando tutti i libri della biblioteca furono bruciati e l'edificio cadde nelle mani dei cristiani. Da quel momento in poi, la madraza acquisì funzioni amministrative e ospitò numerose runioni del Cabildo, il comune dell'epoca.

Oggi, il Palazzo della Madraza è la sede del Centro di Cultura Contemporanea e dell'Accademia delle Belle Arti di Granada.

L'oratorio nasridi meglio conservato di Granada

Senza dubbio, l'attrazione principale della madraza è il suo oratorio. Sebbene la maggior parte dell'edificio sia completamente cambiato a causa delle continue ristrutturazioni, questa sala nasridi ha mantenuto i suoi archi a forma di ferro di cavallo, i colori originali, le celosie e gli stucchi del soffitto. 

La conservazione della sala è stata possibile grazie all'iniziativa di murarla durante la tappa cristiana per nascondere le sue decorazioni arabe.

In più, la Madraza di Granada alberga la famosa Sala de los Caballeros Veinticuatro, dove è possibile vedere alcune delle armature mudéjar meglio conservate di Spagna

Orario

Orario estivo: tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00.
Orario invernale: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00.

Prezzo

Biglietto standard: 2 (2,40US$)

Trasporto

Autobus: 8, 21, 33, C31, C32 e C33.